#SFIDAACCETTATA -molto più di un semplice #selfie in bianco e nero-

Aprire Facebook e ritrovarsi un gran numero di foto in bianco e nero accompagnati dall’hashtag #sfidaaccetta.

Ma cos’è #sfidaaccetta? Nient’altro che l’ennesima moda in voga sul social più famoso del mondo?

Il caso sembra molto più spinoso di quanto sembri, come riportano molte testate giornalistiche: #Sfidaaccettata non nasce in Italia, ma bensì in Inghilterra dove per sensibilizzare gli utenti sulla tematica del cancro si invitava, chi metteva mi piace alla foto, a postare un selfie con l’hashtag #Challangeaccepted, con un filtro in bianco e nero come interpretazione personale della perdita di colori della vita quando si combatte contro questo male.

La campagna si è diffusa in pochi mesi in India e poi in tutto il resto del mondo. La domanda che sorge spontanea è: “cosa è successo durante questo percoso?” La campagna, criticata da molti sul web per il suo essere criptico e senza nessun riferimento a istituti di cura o enti di prevenzione, ha perso forza e significato trasformandosi in una piccola vetrina del proprio ego. L’iniziativa in Italia ha assunto toni totalmente privi del significato iniziale, in molti infatti sono totalmente allo scuro del vero significato dell’hashtag, pensando che la sfida sia quella di mostrarsi quando si era giovani. Ed è cosi, in questo vortice di poca voglia di documentarsi e molta voglia di mostrarsi che la nostra home è diventa la collezione di foto datate di chi vuole mostrare ai propri followers vecchie foto dove si era belli e pieni di aspettative o un buon pretesto per fare ironia postando foto di vip famosi da giovani o foto di spermatozoi in bianco e nero.

Non è la prima volta che una campagna nata come sensibilizzazione su una tematica importante perde importanza strada facendo. Nell’estate del 2014 in molti ricorderanno il trend #IceBucketChallenge, il quale però nonostante la sua larga diffusione ha permesso la raccolta di quasi 2,4 milioni di euro da parte all’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) che sembrano davvero pochi se paragonati agli oltre 3 milioni di video pubblicati con il medesimo hashtag. L’errore di #Challangeaccepted è stato proprio quello di non legarsi a niente che non sia il semplice hashtag.

Le critiche, come già detto, sono numerose e molto spesso nascono dalle stesse persone che combattono contro un tumore. È il caso di Rebecca Wilkinson, 36enne madre di due bambini a cui, nel 2013, alla quale è stato diagnosticato un cancro al seno che ha postato un commento in merito all’iniziativa: “Tutta questa campagna va contro quelli che hanno un tumore. Non li aiuta, non hanno bisogno di selfie. Qualcuno ha deciso di iniziare una campagna virale su Facebook che non serve a ottenere un bel niente. Stanno usando il cancro solo per il gusto di far diventare virale qualcosa. Fermatevi”.



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