La comunicazione è tra le caratteristiche che hanno permesso l’evoluzione umana nel tempo. La capacità di condividere pensieri, idee, sensazioni attraverso l’interscambio vocale è alla base di quello che prenderà il nome negli anni successivi di processo di civilizzazione , con il conseguente sviluppo di comunità e linguaggi condivi. L’estensione quindi della capacità comunicativa e di condivisione di idee e di pensieri è senza dubbio un interessante argomento da affrontare da vicino per rilevarne le evoluzioni e i cambiamenti nel corso del tempo.

È facile adesso prendere in mano uno smartphone ed in pochi secondo impostare una videoconferenza con la persona desiderata dall’altro capo del pianeta, oppure inviare messaggi, decine di foto, video, talmente semplice, che i più neppure si pongono la domanda: ma come si è arrivati a tutto ciò?

Il dipolo hertziano

Sul finire del 1800, un giovane fisico tedesco chiamato Heinrich Rudolph Hertz, fece una scoperta fondamentale, nella storia della fisica: incuriosito dagli studi e del famoso esperimento di Albert Abraham Michelson, in cui si dimostrò scientificamente che l’etere non esisteva affatto, Hertz intuì che le onde elettromagnetiche potevano viaggiare liberamente nell’aria, rimbalzando sull’atmosfera ionizzata. Per provare materialmente tutto ciò, il geniale tedesco costruì quello che è da molti considerato il primo abbozzo di antenna del mondo, il famoso dipolo hertziano.

Guglielmo Marconi e la nascita della radio

Leggendo i risultati degli esperimenti di Hertz, un giovanissimo Guglielmo Marconi, appassionato di elettricità e di fisica, riuscì a far ‘squillare’ un campanello da una parte all’altra di una stanza, semplicemente premendo un comune tasto telegrafico. Il tutto, senza fili. L’8 dicembre del 1985, data considerata ‘storica’ negli annali della radiocomunicazione, Marconi riuscì a far suonare il campanello molto più lontano, addirittura oltre la collina della sua casa, Villa Griffone.Avendo bisogno necessariamente di ingenti capitali per proseguire nei suoi esperimenti, Marconi si rivolse all’allora Ministro delle Poste e Telegrafi italiano, l’On. Pietro Lacava, spiegandogli nel dettaglio la sua invenzione, che avrebbe potuto cambiare per sempre il concetto stesso di comunicazione. Per tutta risposta, il Ministro lo liquidò come un pazzo totale.

Fortunatamente, essendo in possesso anche della cittadinanza britannica, Marconi si trasferì nel Regno Unito, dove trovò gente ben più interessata alla sue scoperte. Nel 1897, fonda la Marconi Wireless Telegraph Company, ed effettua la prima trasmissione senza fili di considerevole portata nel 1898, superando i 51 chilometri del canale della Manica. Il 12 dicembre del 1901, furono superati i 3.000 chilometri che dividevano l’Inghilterra e il Canada, grazie al supporto di una grande antenna di 130 metri costruita in Cornovaglia, era la prima comunicazione transoceanica del mondo. Dopo circa due decenni dal giorno di quell’esperimento, le radiocomunicazioni avevano soppiantato quasi totalmente il telegrafo. Grazie ai brevetti di Marconi, le industrie cominciarono a produrre su scala mondiale ricevitori e trasmettitori, aprendo la ‘radio’ all’uso comune, che tutti ormai conosciamo.

Martin Cooper e l’inizio della radiofonia cellulare per le masse

A soli 30 anni dalla morte di Guglielmo Marconi nel 1937, il mondo era cambiato enormemente: i transistor e l’informazione automatica avevano cominciato la loro lunga ed inarrestabile escalation mondiale, mentre ormai le onde radio erano usate per scambiate qualsiasi genere di informazione. Nel mondo ormai post-industrializzato, l’inventore americano Martin Cooper, all’epoca impiegato della Motorola, il 3 aprile del 1973, dopo oltre undici anni di ricerche e sperimentazioni, effettua la prima chiamata cellulare della storia. Il posto era la città di Nuova York, ed il telefono usato si chiamava Dyna-TAC; pesava quasi un chilo e mezzo, aveva una batteria dalla durata massima di 30 minuti, ed impiegava oltre 10 ore per ricaricarsi completamente. Anche se tecnologicamente improponibile, anche per gli standard dell’epoca, il Dyna-TAC fu importante per un concetto fondamentale: per la prima volta nella storia, una chiamata non raggiungeva ‘un luogo’, ma una ‘persona’. Comunque sia, da quel giorno, gli investimenti e l’interesse per la tecnologia a celle radio crebbero esponenzialmente, fino al boom che ci fu nella prima metà degli anni ’90, quando la rete GSM divenne lo standard de facto mondiale, appannaggio di pressoché tutta la popolazione del globo.

La radiofonia mobile in Italia

Nel 1973, quando ancora in Italia gli investitori spendevano soldi per sperimentare ed innovare, la SIP (vecchio nome di Telecom Italia) attiva la prima rete per telefonia mobile del Paese: è la Radio Telefono Mobile Integrato, RTMI in acronimo. Inizialmente aveva una capienza d’utenze ridottissima e copriva soltanto le zone di Milano e Roma, con particolare riguardo per le zone prettamente industriali e commerciali.

I cellulari per questo tipo di rete, erano tutt’altro che ‘portatili’:erano infatti veicolari, in quanto la dimensione degli stessi, poteva tranquillamente riempire il bagagliaio di una macchina. Sebbene rete così limitata, dagli altissimi costi e dalle certo non popolari caratteristiche, la RTMI fu comunque un successo: dopo alcuni anni dalla sua costruzione e vendita, il numero degli abbonati (principalmente, uomini d’affari ed industriali) aveva quasi saturato tutte le utenze disponibili. Nel 1979, praticamente tutta la rete era già satura, e SIP dovette correre ai ripari. Dopo circa 5 anni di progettazione ed implementazione, vide la luce la RTMS (Radio Telephone Mobile System), Progettata per reggere circa 40.000 utenze, si dimostrò subito sotto-dimensionata, tanto che solo un anno dopo l’entrata in servizio, si dovettero avviare di gran carriera lavori di ampliamento, visto che le utenze avevano già oltrepassato il massimale. Sul finire degli anni ’80 del 1900, la SIP si trovava con una RTMS ormai quasi sovraccarica, che necessitava non solo espansioni ma di un rifacimento totale, adotta quindi la tecnologia TACS (analogica) che aveva già dato ottimi risultati in Inghilterra, dove era stata per prima idealizzata e sperimentata (e poi ovviamente commercializzata).

Motorola

Nonostante tutte le limitazioni della rete, la tecnologia di miniaturizzazione degli apparati radiomobili fa passi da gigante, e nel 1989, Motorola presenta l’erede più o meno ufficiale del Dyna-Tac: il famosissimo MicroTAC, vero e proprio ‘pezzo da novanta’ dell’epoca. Finalmente maneggevole e veramente leggero per i tempi, il MicroTAC è decisamente il primo telefono cellulare ‘usabile’ dalla gente, anche per via del prezzo (circa 2.500.000 di Lire, nel 1991. Costo alto, ma non impossibile per un professionista) e di un’eleganza nel design che era pregevole, all’epoca. Dotato nelle prime produzioni di un display LED, fu poi dotato di un più funzionale display LCD.
Fu migliorato e modificato molte volte da Motorola nel corso degli anni, e fu adattato anche alla nuova rete GSM. L’ultima evoluzione, il MicroTAC 8200, fu commercializzata nel 1998, rendendo la serie tra le più longeve nella storia della telefonia mobile.

Global System for Mobile Communications

Mentre quasi tutto il mondo industrializzato aveva le (poche) utenze collegate con il sistema TACS, nel 1989, in Finlandia, la compagnia Radiolinja fu la prima a fornire un servizio nuovissimo, i cui standard erano stati da poco tempo certificati dal consorzio 3GPP (3rd Generation Partnership Project): era la rete GSM (Global System for Mobile Communications), ovvero la prima rete telefonica totalmente digitale del mondo. Tale rete introduceva diverse migliorie, rispetto all’analogia TACS, cambiando radicalmente il rapporto tra dispositivo ed utente. Infatti grazie all’adozione della scheda SIM (Subscriber Identity Module, Modulo dell’Identità dell’Abbonato, in italiano), che funziona da identificativo,
l’utente non è più identificato dal dispositivo in possesso, ma in quanto utente è libero di cambiare cellulare quando e come vuole semplicemente inserendo la scheda sim. Tutto ciò sarà una delle chiavi del successo della rete GSM.

La SIM card

La rete GSM arriva in sordina in Italia nel 1993, e viene commercializzata nel 1995. Nello stesso periodo, anche la neo-nata Omnitel (diventerà in seguito Vodafone Italia, dopo l’acquisizione del gigante internazionale delle telecomunicazioni) comincia a vendere le sue offerte GSM.
Tale successo del GSM, inarrestabile, continuerà spedito senza soluzione di continuità, e si arriverà al 2013 ad avere la cifra spaventosa di 64.000.000 (è una stima) circa di utenze telefoniche mobili in tutto il Paese.
Su una popolazione di 60.000.000 di abitanti, è un numero che fa impressione: dopo la Cina (Hong Kong, per la precisione), l’Italia è il secondo Paese al mondo con la più alta concentrazione di radiotelefoni mobili: circa 109 ogni 100 abitanti.
Se si considerano comunque anche le utenze mobili solo dati (per esempio, le SIM per tablet), il numero potrebbe aumentare anche del doppio, mentre è attualmente impossibile quantificare quanti dispositivi siano attivi nel Paese: è probabile che ve ne siano oltre 140.000.000, ma è per l’appunto solo una stima.

L’impero Nokia: ascesa e caduta del gigante del nord

Nel 1992, un finlandese chiamato Jorma Ollilla, presidente della compagnia di forniture elettriche ed elettroniche Nokia, decise di cambiare rotta all’azienda, e incentrare il ‘core business’ del gruppo su un settore tutto nuovo, eppure dal futuro promettente: la radiocomunicazione mobile.
uesta scelta di cambiare quasi totalmente settore, almeno per vent’anni, si rivelerà vincente: Nokia diverrà infatti la prima azienda mondiale di cellulari, raggiungendo, nel periodo d’oro, qualcosa come il 40% di tutto il settore del mercato.

I telefoni Nokia dei primi anni ’90, benché strozzati dalle limitazioni tecnologiche dell’epoca (in particolare, delle enormi batterie al Ni-MH), sono ottimi dispositivi: la loro solidità è impressionante, così come la loro ricezione.
l livello qualitativo dei prodotti Nokia aumenta sempre di più col passare degli anni, e l’azienda vede le sue quote di mercato salire sempre di più, in un mercato che sta per esplodere.
Alla fine degli anni ’90, Nokia se la batte alla pari con Motorola, inseguite da Ericsson, per il monopolio pressoché totale delle telecomunicazioni mobili alle porte del nuovo millenio.

L’evoluzione dei cellulari Nokia durante gli anni ’90 – Il modello 8110

Nel 1996, Nokia stupisce il mercato con un cellulare d’altissima fascia, ultra-compatto e dal design eccezionale: è l’8110, che si rivelerà essere tra i più popolari della casa finlandese, tanto da comparire in numerosi film (Matrix, 1999) Importante per la Nokia, e per tutta la telefonia, è l’anno 1998. Viene presentato e commercializzato un telefono destinato a cambiare un po’ tutta la produzione mondiale: il Nokia 5110.

Il primo modello personalizzazibile: Il Nokia 5110

Il primo telefono dalla cover intercambiabile e dal prezzo decisamente allettante: il Nokia 5110 Compattissimo (per l’epoca), ad antenna fissa, con ampio display monocromatico grafico, un’ottima batteria Ni-MH da 900 mAh, aveva la caratteristica, unica per i tempi, di poter esser cambiato nell’aspetto, sostituendo la scocca in plastica. Dai consumi ridottissimi (una carica completa della batteria poteva durare anche una settimana, con un uso razionale), fu un successo senza precedenti soprattutto tra i giovani, anche per via del suo prezzo decisamente accessibile. Nel 1999 circa, si poteva acquistare nei negozi italiani per meno di £ 300.000: una cifra senz’altro di tutto rispetto, ma alla portata dei ragazzi dell’epoca (con qualche risparmio, magari). All’apice del successo, nel 2004 circa, Nokia comincia ad inanellare una serie di scelte disgraziate che la porteranno ad essere, in pochissimi anni, da primatista a fanalino di coda del mercato. Molti i motivi del gigantesco fallimento della top-company tra questi il fiasco completo del telefono-console da gioco N-Gage.Nokia investì moltissimo in questo progetto, che all’epoca sembrava vincente. Si rivelò in un autentico fiasco, anche perché dovette scontrarsi direttamente con un osso duro, troppo duro anche per Nokia: la Nintendo e le sue popolarissime console portatili(GameBoy Advance e Nintendo DS, all’epoca). Sull’orlo del fallimento, quando ormai era troppo tardi per attuare qualsiasi tipo di contrattacco, e senza un Sistema Operativo su cui fare affidamento, Nokia scelse il male maggiore: affidarsi completamente alla Microsoft, ed al suo Windows Phone. Fu un errore fatale per Nokia, ed un’occasione irripetibile per Microsoft che l’acquisto per poco più di 7 miliardi, basti pensare che negli anni la Nokia era riuscita a fatturare anche 10 miliardi all’anno.

Apple

Nel 2004, mentre Nokia iniziava a dare i primi segni di cedimendo, Steve Jobs, storico fondatore e CEO della Apple, decise che era il momento buono per tirar fuori dal cassetto una vecchia idea, che da tempo gli ronzava per la testa, ma che non aveva mai potuto realizzare, occupato com’era a rilanciare l’immagine della Apple. Mise i suoi tecnici ed ingegneri al lavoro e nel gennaio del 2006, dopo svariate voci di corridoio, presentò in anteprima quello che sarebbe diventato, col senno di poi, l’emblema del nuovo corso della telefonia (e anche dell’informatica, per dirla onesta) mondiale: Apple iPhone. Sebbene dotato di un hardware non così eccezionale, il telefono era concettualmente vincente, e la sua venuta fu come un meteorite nel settore di mercato, che all’epoca già si era decisamente saturato, ed offriva ben pochi margini di errore, per le aziende. L’Ampio e luminoso display LCD da 3,5”, con digitalizzatore capacitivo; l’assenza totale di tastiera, e presenza degli altri tasti fisici ridotta al minimo, Design curato, peso e dimensioni contenute, nonchè l’idea di fidelizzazione del cliente attraverso l’implementare dellla piattaforma di distribuzione iTunes Store e successivamente, il nuovo negozio digitale App Store, stavolta per le applicazioni di terze parti.

GLI SMARTPHONE

Con iPhone 3G, commercializzato nel 2008, Apple invade il mercato mondiale, e viene immediatamente seguita dalla coreana Samsung: nasce l’era degli smartphone. Nel 2009 con il sorpasso delle connessioni mobili su quelle desktop: è la conferma del cambio di rotta, irreversibile. La famosa rivista GIG “Wired” bolla il web ‘desktop’ come ‘morto’ e, in soli tre anni, si assiste ad una rivoluzione totale di usabilità e grafica di tutti i siti del mondo: ormai, le versioni per dispositivi mobili sono le più visitate, e diventano quindi le strutture fondamentali, di un generico dominio.

SKYPE-WHATSAPP

I dati vocali si scambiano in larga misura su protocolli VoIP, e Microsoft investe quasi 10 miliardi di dollari per rilevare il gigante multi-piattaforma del settore, Skype.
Anche i messaggi di testo, sono dominati dai client simil-chat, aggirando così i limiti di SMS.
Uno dei leader del settore, l’app multi-piattaforma WhatsApp, dichiara a fine 2013 che ha raggiunto i 400 milioni di utenti, di cui 190 giornalmente attivi, per un volume di messaggi scambiati di 10 miliardi al giorno, in tutto il mondo. Whatsapp raggiunge, nel 2013, la quota record di 10 miliardi di messaggi al giorno, rendendolo di fatto il primo client per la messaggistica a livello mondiale.