«Facebook è gratis e lo sarà sempre». Anzi, no: non lo è più, a parole. 

In pocchi se ne saranno accorti, ma è sufficiente visitare da desktop la homepage del social network senza essere loggati per rendersi conto che il sottotitolo è cambiato: al posto di «Facebook è gratis e lo sarà sempre» adesso c’è scritto «È veloce e semplice». La modifica risale a inizio agosto e coinvolge sia la versione americana sia quella europea (in inglese è passata da «It’s free and always will be» a «It’s quick and easy»). «Aggiorniamo regolarmente i nostri prodotti, comprese le landing page di Facebook. Le persone potranno sempre connettersi a Facebook gratuitamente», ha commentato al Corriereun portavoce dell’azienda.

Dopo lo scandalo di Cambridge Analitca è chiaro come il concetto di gratuità di questa e delle altre piattaforme sia aleatorio: quando ci iscriviamo a Facebook (o apriamo una casella di posta Gmail o usiamo Google Maps) non dobbiamo mettere mano al portafoglio e non sono previsti pagamenti per sbloccare funzioni aggiuntive durante l’utilizzo, mai. Ma è anche vero che i nostri dati hanno un valore su cui si basa la quasi totalità del modello di business dei colossi digitali. In aprile, inoltre, nel post Cambridge Analytica la Commissione europea ha intimato al social di spiegare in modo chiaro sulle sue pagine perché non addebita alcun costo. E ha ottenuto la modifica: nelle Condizioni d’uso si legge che «anziché richiedere all’utente un pagamento per l’utilizzo di Facebook o degli altri prodotti e servizi coperti dalla presenti Condizioni, Facebook riceve una remunerazione da parte di aziende e organizzazioni per mostrare agli utenti inserzioni relative ai loro prodotti e servizi».

Per quello che riguarda il futuro, l’eliminazione della dichiarazione di gratuità può far pensare anche alla decisione, a un certo punto, di offrire su abbonamento l’accesso ad alcune parti di sito e app. Come detto, per quello che riguarda il social network in senso stretto — escludendo, dunque, contenuti premium e strategie a proposito dei quali per ora non ci sono indizi concreti — non ci sarebbe però da preoccuparsi di eventuali richieste di pagamento (in denaro). Anche se in homepage non c’è più scritto.