Zuckerberg è il fondatore e amministratore delegato di Facebook, in un post sulla sua pagina personale ha spiegato che il suo obiettivo per il 2018 è risolvere alcuni “gravi” problemi che hanno caratterizzato il suo social network in questi anni. Tra tutti, l’uso violento della comunicazione tra gli utenti e le interferenze degli Stati nelle dinamiche della community online. Non solo. Zuckerberg ha anche detto che la fiducia nei confronti della tecnologia come motore di cambiamento della società si è oggi dissipata e di stare studiando alcune caratteristiche delle criptovalute per ridare centralità agli utenti per ovviare al controllo sulla tecnologia da parte delle autorità centrali.

“Nel 2018 aggiusteremo Facebook”

“Il mondo sembra vivere in uno stato di ansia e disunione,e Facebook ha un sacco di lavoro da fare”, ha scritto Zuckerberg. “Deve proteggere la nostra comunità online dall’odio e dagli abusi, ma anche dalle interferenze degli Stati nazionali e fare in modo che il tempo speso su Facebook sia utile”. “Nel 2018 cercheremo di risolvere questi importanti problemi”, ha continuato il 33enne fondatore del social network. “So che non riusciremo a risolverli tutti, ma oggi stiamo commettendo troppi errori perché non riusciamo ad impedire l’uso improprio della nostra piattaforma […] Si tratta di temi che riguardano la storia, l’etica, la filosofia, il giornalismo, il governo e naturalmente la tecnologia. Non vedo l’ora di riunire gruppi di esperti con cui discutere di questi problemi”.

È la seconda volta in pochi mesi che Zuckerberg ammette pubblicamente che qualcosa in Facebook non lo soddisfa. Lo scorso due ottobre, giorno dello Yom Kippur, Zuckerberg, che è di religione ebraica, aveva chiesto scusa se Facebook ha contribuito a rendere il mondo un posto peggiore, più disunito e in conflitto: “Chiedo scusa per i modi in cui il mio lavoro è stato usato per dividere le persone invece che unirle, chiedo scusa e farò meglio il mio lavoro”, aveva scritto allora il numero uno della società di Palo Alto.

Centralizzazione vs decentralizzazione: il ruolo della tecnologia

Ma oltre ad aver ammesso le criticità nell’uso di Facebook, nel suo ultimo post Zuckerberg ha aggiunto che “uno dei temi più importanti che interessano oggi la tecnologia è la questione centralizzazione contro decentralizzazione [del controllo delle tecnologie, ndr]. Molti di noi hanno abbracciato la tecnologia credendo che avrebbe dato più potere alle persone. Negli anni Novanta e Duemila”, ha osservato, “molti credevano che la tecnologia sarebbe stata una forza decentralizzata”, quindi non soggetta al controllo di un’autorità centrale, come governi, o istituzioni sovranazionali. Ma oggi molte persone hanno perso questa fiducia”. “Con l’ascesa di un piccolo numero di grandi aziende tecnologiche – e con i governi che utilizzano la tecnologia per controllare i loro cittadini – molti oggi credono che la tecnologia centralizzi il potere anzichè decentralizzarlo”, ha ammesso Zuckerberg. Facebook, insieme ad Apple, Google, Amazon e Microsoft fa parte del gruppo delle ‘big five’, le cinque società tecnologiche più potenti al mondo, con una capitalizzazione complessiva superiore ai tre mila miliardi di dollari. “Ci sono già delle controtendenze di questo fenomeno – come la crittografia e il mondo delle criptovalute – che tolgono il potere dalle istituzioni centrali e lo rimettono nelle mani delle persone”, ha poi concluso Zuckerberg. “Ma il rischio è che siano troppo difficili da usare. Mi interessa approfondire e studiare gli aspetti positivi e negativi di queste tecnologie e il modo migliore di usarle nei nostri servizi”. Questo passaggio lascia pensare che Facebook starebbe studiando delle soluzioni basate sulla tecnologia blockchain, il motore di Bitcoin e delle altre criptovalute, per ovviare ai problemi elencati nella prima parte del suo post. La blockchain infatti è la tecnologia che ha permesso alle criptomonete di aggirare il controllo delle autorità centrali sulle transazioni di denaro e valore attraverso un sistema di controllo degli scambi di ‘informazioni’ decentralizzato in una galassia di nodi in grado di validare le transazioni. Difficile per ora immaginare come il protocollo blockchain possa essere applicato ad un social network, ma se è uno dei buoni propositi di Zuckerberg, il 2018 potrebbe riservarci più di qualche risposta.